Ch’io non ho... tu m’intendi.
FORTEBRACCIO.
Io son contento.
Prendi[834] quel posto; poi che il brami, è tuo.
O forte, or m’odi: ora m’è dolce il dirti
Ch’io non t’offesi, no: per la fortuna
Del signor nostro tu soverchio temi:
Questo dir volli. Ma il timor che nasce
In cor di quel[835] che ama la vita, e l’ama
Più dell’onor, ma che nel cor del prode