Odio privato, è invidia, è basso orgoglio

Che non perdona al sommo, a chi tacendo

Grida co’ fatti: io son maggior di voi.

Certo inaudito è un tal linguaggio: i Padri

Nel lor Senato oggi l’udiro; e muti

Si volsero a guardar donde tal voce

Venìa, se uno straniero oggi, un nemico

Premere un seggio nel Senato ardìa

Chiarito è il Conte un traditor; si vuole

Torgli ogni via di nocere[905]. Ma l’arte