A comprendervi alfin: pur troppo altrui

Creder non volli. Io traditor! Ma questo

Titolo infame infino a me non giunge:

Ei non è mio; chi l’ha mertato il tenga.

Ditemi stolto: il soffrirò, chè il merto:

Tale è il mio posto qui; ma con null’altro

Lo cambierei[967], ch’egli è il più degno ancora.

Io guardo, io torno col pensier sul tempo

Che fui[968] vostro soldato: ella è una via

Sparsa di fior. Segnate il giorno in cui