Il suo cuor lo conosco appieno, al pari

Del mio: pensiero che non sia gentile

Non ha loco in quel cor[1018]: questo mi basta.

E fuoruscito! obbrobrio a quell’ingrato

Che tale il rese. Al generoso oppresso

Che rimarria, per vostra fè, se in mano

Stesse al potente, al suo nemico, a quegli

Da cui gli è tolta ogni più cara cosa,

Rapirgli anco la gloria? e far che, ov’egli

A scellerate insidie il capo involi,