Lo Spigno scosse il capo in aria dubbiosa.
— Mi spiace assai contraddire una dama di tanto valore, — aggiunse al dubbio di Ibleto l'Embriaco — ma ora che ci ripenso, mi sembra che si parlasse d'un messaggero, non francese, sibbene d'un ufficiale genovese addetto al comando nemico.
— Aspettate: Filippo Balbi!
— Il fidanzato di Chiarina Grimaldi! — esclamò la marchesa.
— Per l'appunto, per l'appunto: quello!
Qualche istante di silenzio gravò sotto il damasco della capanna. Chi lo ruppe fu il marchese di Spigno, lisciandosi la barbetta in aria pensierosa.
— Fiorina, mia cara amica, Embriaco amico mio, ho bisogno del vostro consenso. Sopportar forte disagio, mia dama, e voi conte, condurci al presunto attendamento francese: è cosa della massima importanza e della massima urgenza.
XVII.
La Marchesa curvò il capo. L'Embriaco si premette la destra palma sul cuore e si chinò.
— Sono ai vostri ordini Marchese!