— Lascaris, per il Re!

— Nervia, per il Re!

E sparvero nella notte. Il sonito ferrato dei cavalli, il rumore delle armi urtate sopravvissero ancora, poi s'allontanarono, tacquero.

Il silenzio riprese possesso della notte per la vallata.

Solo brillava l'incendio come un faro.

CRONACA DEL 1796

I.

Uscita dalla piccola città la cavalcata si radunò sul breve piazzale dominante la discesa ripida verso il mare. Comandava Emanuele Embriaco, fuoruscito genovese, che s'era voluta concedere la voluttà d'attraversare terre interdette. Disceso dalla vallata del Nervia con i sessanta uomini concessigli dal marchese di Spigno aveva, non per solo capriccio di condottiere avventuroso, impunemente bravata la guarnigione di Ventimiglia, chiedendo il salvacondotto per oltrepassare, col pretesto di dover riconoscere le terre a settentrione sulla catena che costeggia il Roia ed adempiere un incarico della Repubblica segretamente ostile al Re di Piemonte.

Il comandante della città, vecchio soldato, che di raggiri poco s'intendeva, benchè avesse qualche mese prima fatto bandire il premio vistoso di cento lire non genovesi a chi vivo o morto riuscisse a consegnare l'Embriaco, abboccò all'amo e discese in persona sino a metà del ponte per incontrar l'avventuriere col quale s'intrattenne amichevolmente. Lo volle ospite anche nella sua casa e gli donò un bel pugnale con le borchie d'argento che l'Embriaco galantemente gli contraccambiò con una scatola di guanti profumati per la signorina sua figlia, donna Chiara, sospiro di innumerevoli provinciali. Ed alla porta della città il comandante con molti inchini s'era accomiatato dall'ospite senza menomamente sospettare d'aver avuto in mano per quasi tutto un pomeriggio quel bandito che a Genova continuavano a credere nelle terre di Ventimiglia e contro il quale riceveva di continuo raccomandazioni di vigilare sui dintorni e per le vallate.

Il sole discendeva quietamente dietro il monte di Roccabruna, quando i sessanta uomini dell'Embriaco sotto gli ordini di Bracciodiferro e del Ricciuto, luogotenenti, si disposero su quattro file ed attesero l'ordine di cominciar l'ascesa.