E mentalmente proseguì:

— O siamo tutti perduti.

E si ritirò prestamente seguito dalla Gilda.

Chiara, sopra pensiero, tornò alla finestra. La sera scendeva rapida, i picchi di Roverino rosseggiavano, ma i recessi della vallata opposti al tramonto annerivano come se li avviluppasse un cupo velario.

E il segno infuocato della croce si ripeteva laggiù, nel sinistro silenzio dell'ora. Ad un tratto s'udirono i rintocchi d'una campana della città, poi d'un'altra, poi d'una terza. A poco a poco risposero le pievi e gli eremi dispersi nell'alto in mezzo alle foreste.

La croce di fuoco si spense.

VI.

Il signor abate Bernardino Viale, in Arcadia Amarillo Glucosio, invitato dalla Marchesa Isabella aveva alzato il bicchiere sottile colmo di giallo vino spumoso, così cominciando un sonetto improvvisato ad onor dell'Embriaco:

L'ospite viator, che, stanco il piede,

bussa alla porta della magion, sia,