— Ci scuserete, signor conte, rispose Franz, ma noi abbiamo ancora mille cose da fare. — E quali?

— Noi non abbiamo abiti da maschera, ed oggi il mascherarsi è di rigore.

— Non vi occupate di questo. A quanto sembra abbiamo sulla piazza del Popolo una camera particolare; vi farò portare gli abiti che m’indicherete e ci maschereremo là.

— Dopo l’esecuzione? gridò Franz.

— Senza dubbio, dopo, nel tempo, o prima, come vorrete.

— In faccia al patibolo?

— Che discorso è questo? Noi che saremo presenti alla festa, staremo però nella nostra camera particolare.

— Sentite, signor conte, vi ho riflettuto bene, disse Franz, io vi ringrazio della vostra gentilezza. Mi contenterò di accettare un posto nella vostra carrozza, ed uno alla finestra del palazzo Ruspoli; vi lascio in libertà di disporre del mio posto alla finestra della piazza del Popolo.

— Ma voi perdete, ve ne prevengo, una cosa molto curiosa, rispose il conte.

— Me la racconterete, rispose Franz, e sono convinto che dalla vostra bocca il racconto mi farà quasi tanta impressione, quanta ne potrei ricevere nel vedere il fatto. D’altra parte più di una volta ho già fatta la risoluzione di assistere ad una esecuzione, e non mi vi sono mai potuto risolvere; e voi, Alberto?