— Ebbene, voi avete ragione Mercedès, io sarò marinaro; avrò in vece del costume dei padri nostri, che voi disprezzate, un cappello inverniciato, una camicia a righe ed una veste blu colle ancore sui bottoni; non è egli così che bisogna essere vestito per piacervi?
— Che intendete di dire? domandò Mercedès, vibrandogli uno sguardo imperioso; io non vi capisco.
— Voglio dire Mercedès, che voi non siete così inflessibile e crudele con me, se non perchè attendete qualcuno che va così vestito; ma quello che voi aspettate è forse incostante, e se pur non lo è, il mare lo è per lui.
— Fernando, gridò Mercedès, io vi credeva buono; mi sono ingannata; voi avete un cuore cattivo invocando ad aiuto della vostra gelosia la collera di Dio. Ebbene! sì, non vi nascondo nulla, io aspetto, io amo quello che voi dite, e s’egli non ritorna, in vece di accusare questa incostanza che voi invocate, io dirò che egli è morto amandomi.
Il giovine Catalano fece un gesto di rabbia.
— Io vi capisco Fernando; voi vi rivarreste con lui perchè io non vi amo; voi incrocereste il vostro coltello catalano contro del suo pugnale. Ma ciò, a che servirebbe? a perdere la mia amicizia se rimaneste vinto, a vederla cambiata in odio se vincitore. Credetemi, il muovere contesa con un uomo, è un cattivo mezzo per piacere alla donna che lo ama. No, Fernando, voi non vi lascerete trasportare da così perversi pensieri; se non mi potete avere a moglie, vi contenterete di avermi ad amica ed a sorella. D’altronde, soggiunse ella cogli occhi commossi e bagnati di lagrime, aspettate Fernando; voi lo avete detto or ora: il mare è perfido e sono già quattro mesi che egli è partito: ed in quattro mesi ho contato molte burrasche!
Fernando restò impassibile. Egli non cercò di asciugare le lagrime che scorrevano sulle guance di Mercedès, e ciò non pertanto avrebbe dato una libbra del suo sangue per ciascuna di quelle lagrime che colavano per un altro; si alzò, fece un giro nella capanna, ritornò, si fermò davanti a Mercedès, coll’occhio cupo, e coi pugni fortemente serrati. — Vediamo, Mercedès, diss’egli, anche una volta rispondete... avete voi ben risoluto?
— Io amo Edmondo Dantès, disse freddamente la giovinetta, e niun altro fuorchè Edmondo sarà il mio sposo! e l’amerò finchè avrò vita.
Fernando chinò la testa scorato, e cacciò fuori un sospiro che sembrò un gemito; poscia ad un tratto alzando la fronte, coi denti serrati e le narici socchiuse:
— Ma s’egli è morto! diss’egli.