— Tutto, eccellenza, disse il maggiore inghiottendo il suo biscotto, assolutamente tutto.
— E non manca che una cosa per fare la vostra felicità?
— Una sola, disse il Lucchese.
— Di ritrovar vostro figlio?
— Ah! fece il maggiore prendendo un secondo biscotto, ma anche questo mi mancava. — Il degno Lucchese alzò gli occhi al cielo e tentò uno sforzo per sospirare.
— Ora vediamo, sig. Cavalcanti, che cosa è questo figlio che tanto deplorate; perchè mi fu detto, che siete rimasto lungamente celibe.
— Lo credevano signore, disse il maggiore, ed io stesso...
— Sì, riprese il conte, e voi stesso avete accreditata questa voce. Un peccato di gioventù che volevate nascondere agli occhi di tutti.
Il Lucchese si ricompose, prese le maniere più placide e più degne nello stesso tempo, ed abbassando modestamente gli occhi, sia per assicurare la sua condotta, sia per aiutare la sua immaginazione guardando di sott’occhio il conte il cui sorriso a fior di labbra annunziava sempre la stessa benevola curiosità. — Sì signore, voleva nascondere questo fallo agli occhi di tutti.
— Non per voi.