— In quanto alla Marchesa Corsinari.
— Mio Dio, disse il Lucchese sotto i passi del quale sembravano nascere le difficoltà; si avrà forse bisogno di lei?
— No signore, rispose Monte-Cristo, d’altra parte non ha ella...
— Sia così, sia così, disse il maggiore ella ha...
— Pagato il suo tributo alla natura.
— Ahimè! sì, disse vivamente il Lucchese.
— Seppi, riprese il conte, ch’era morta da dieci anni.
— Ed io ne piango ancora la morte, disse il maggiore cavando di saccoccia un fazzoletto a quadretti ed asciugandosi alternativamente ora l’orlo dell’occhio destro, ora quello dell’occhio sinistro.
— Che volete farci, disse Monte-Cristo, noi tutti siamo mortali. Ora capirete mio caro ch’è inutile che si sappia in Francia che voi siete stato diviso da vostro figlio per 15 anni. Tutte queste storie di zingari che rapiscono i ragazzi, non hanno credito presso di noi. Voi lo avete inviato per la sua educazione in un collegio di provincia, e volete ch’egli la compisca in mezzo al gran mondo di Parigi. Ecco perchè avete lasciato Viareggio ove abitate dopo la morte di vostra moglie. Ciò basterà.
— Lo credete? — Certamente. — Va benissimo allora.