— Però, riprese la signora de Villefort, ritornando alla sola idea che mormorava senza posa in suo cuore, sarebbe forse stato meglio il confidare questa disavventura al sig. d’Épinay, e ch’egli stesso ritirasse la sua parola.

— Oh! sarebbe una gran disgrazia! gridò Villefort.

— Una gran disgrazia? ripetè Monte-Cristo.

— Senza dubbio, riprese Villefort raddolcendosi; un matrimonio fallito, anche per causa d’interesse, è sempre sfavorevole per una giovanetta; poi, antiche voci ch’io voleva estinguere, riprenderebbero consistenza. Ma no, non sarà niente; il sig. d’Épinay, se è un onest’uomo, si ritroverà ancor più impegnato dopo che Valentina è stata diseredata, di quel che lo era prima, altrimenti egli oprerebbe col semplice scopo dell’avarizia; no, questo è impossibile.

— Io la penso come il sig. de Villefort, disse Monte-Cristo fissando lo sguardo sopra la sig.ª de Villefort; e se io fossi abbastanza fra il numero dei suoi amici, per permettermi di dargli un consiglio, lo inviterei, (poichè il sig. d’Épinay sarà in breve di ritorno per quanto almeno mi è stato detto) ad annodare l’affare così strettamente, che non si possa più sciogliere; impegnerei finalmente una partita, la cui riuscita dev’essere tanto onorevole pel sig. de Villefort.

Quest’ultimo si alzò, trasportato da una gioia visibile, mentre che sua moglie impallidiva leggermente.

— Bene, diss’egli, ecco ciò ch’io domandava, ed io mi prevarrò dell’opinione di un consigliere come siete voi, disse stendendo la mano a Monte-Cristo. Per tal modo adunque, che tutti qui considerino quel che oggi è accaduto come non avvenuto; nulla v’è di cambiato nei miei disegni.

— Signore, disse il conte, il mondo, per quanto sia ingiusto, vi saprà grado della vostra risoluzione; i vostri amici ne saranno orgogliosi; ed il sig. d’Épinay, dovesse ancora sposare madamigella Valentina senza dote, ciò che non potrà essere, sarà superbo di potere entrare in una famiglia ove si sa innalzarsi all’altezza di simili sacrifici per mantenere la parola data. — Dicendo queste parole il conte s’era alzato e si disponeva a partire.

— Voi ci lasciate, sig. conte? disse la sig.ª de Villefort.

— Vi sono costretto, signora, io veniva soltanto a rammentarvi la vostra promessa per sabato.