— E chi ti ha fatto ritrovare quel padre?

— Il conte di Monte-Cristo. — Quello dal quale esci?

— Sì. — Di’ dunque, cerca di collocarmi presso lui come un gran parente, giacchè ne tieni l’agenzia.

— Sia, gli parlerò di te; ma frattanto che farai tu?

— Sei troppo buono di occuparti di ciò, disse Caderousse.

— Mi sembra, che come tu prendi interessamento a me io possa bene a mia volta prendere qualche informazione.

— È giusto... Prenderò in fitto una camera in una casa onesta, mi coprirò di abiti decenti, mi farò radere la barba tutti i giorni, e andrò a leggere i giornali al caffè. La sera entrerò allo spettacolo in un qualche teatro, ed avrò l’aspetto di un fornaro in ritiro: è il mio sogno prediletto.

— Andiamo, è buono! Se vorrai mettere questi disegni in esecuzione, ed essere saggio, tutto andrà a meraviglia.

— Ecco qua il sig. Bossuet!... e tu, che diventerai? pari di Francia? — Eh! eh! disse Andrea, chi sa?

— Il sig. maggior Cavalcanti forse lo è.... ma disgraziatamente è abolita l’eredità. — Non parliamo di politica, Caderousse!... Ed ora che hai ciò che vuoi, e che siamo arrivati, salta abbasso, e sparisci! — No, amico caro.