— Io pure? domandò timidamente Valentina.
— Sì, madamigella, voi sopra tutti! disse bruscamente il dottore. — Valentina guardò il sig. d’Avrigny con meraviglia, baciò in fronte il sig. Noirtier, ed uscì. Dietro a lei il dottore chiuse la porta con aria cupa. — Osservate! osservate dottore, eccolo che rinviene; questo non era che un attacco di poca importanza. — D’Avrigny, sorrise con aria cupa:
— Come vi sentite, Barrois?
— Un poco meglio, signore.
— Potete bere un bicchier di etere?
— Mi proverò, ma non mi toccate. — Perchè?
— Perchè mi sembra che se mi toccaste, foss’anche colla sola punta di un dito, l’accesso mi ritornerebbe.
— Bevete. — Barrois prese il bicchiere, se l’avvicinò alle labbra violette, e ne vuotò circa la metà.
— Dove soffrite? domandò il dottore.
— Da per tutto; provo spaventosissimi crampi.