«Monsignore, azzardò Comminges, e’ chiede l’onore di esser condotto vicino al signor d’Artagnan, che secondo ordinò Vostra Eccellenza, occupa il padiglione da caccia rimpetto a quel degli agrumi».

Mazzarino riflettè alquanto.

Comminges si accorse che titubava, e soggiunse:

«È un posto assai forte; quaranta uomini sicuri, soldati esperimentati, quasi tutti Tedeschi, e in conseguenza non aventi relazione veruna coi Frondisti nè interesse nella Fronda.

«Signor di Comminges, disse Mazzarino, se mettessimo quei tre soggetti insieme ci toccherebbe raddoppiare il corpo di guardia, e non siamo tanto ricchi in materia di difensori per esser così prodighi».

Comminges sorrise. Mazzarino osservò il sorriso e lo capì.

«Voi non li conoscete, signor di Comminges, ma io sì, prima per loro stessi e poi per tradizione. Li avevo incaricati di recar soccorso al re Carlo, e fecero cose miracolose; bisognò che così volesse il destino perchè quel caro re Carlo non sia a quest’ora in sicuro fra noi.

«Ma se hanno servita bene Vostra Eccellenza, perchè dunque li tiene ella in carcere?

«In carcere! e da quando in qua Rueil è un carcere?

«Dacchè vi sono dei prigionieri, rispose Comminges.