«Con loro, fece d’Artagnan, ma con me?

«Con nessuno. Vivo a me, e non ho che vedere con la politica; per me tutto va bene senza ingerirmene, ed assolutamente non mi ci immischierò.

«Ebbene, mio carissimo, continuò d’Artagnan, la vostra filosofia mi persuade, in parola d’onore, e non so che diamine d’ambizione mi aveva pizzicato; ho una specie di carica che mi alimenta, posso alla morte del de Tréville, che ormai invecchia assai, diventar capitano; è un bel bastone da maresciallo per un cadetto di Guascogna, e sento che mi riaffeziono alle delizie del pane limitato ma quotidiano, invece di correre incontro alle avventure. Or via! accetterò gl’inviti di Porthos, andrò a caccia nelle sue tenute. Vi è noto che Porthos ha delle tenute?

«Eh altro! Io credo dieci leghe di boschi, di paduli e di valli, è signor dal monte e dal piano, e litica per diritti feudali contro non so qual grande da Noyon.

«Ottimamente, disse fra sè d’Artagnan, ecco quel che volevo sapere: Porthos è in Piccardia».

Indi ad alta voce:

«Ed ha ripreso il suo antico nome di du Vallon?

«Aggiungendovi quello di Bracieux, un certo possesso che fu baronia.

«Sicchè lo vedremo barone?

«Io non ne dubito; e specialmente sarà stupenda la baronessa Porthos!»