«Sarà lungo?

«Eh! può durare tre o quattro anni.

«Vi sarà da battersi di molto?

«Spererei.

«Bene, alla fine dei conti, benone! esclamò Porthos, non avete idea, mio caro, quanto mi sento scricchiolare le ossa dacchè sono qui. Alle volte, la domenica, all’uscire dalla messa vo a cavallo per i campi e sulle terre dei vicini, onde incontrare qualche piccola disputa, giacchè sento che ne ho bisogno; ma nulla! o mi rispettano o mi temono, lo che è più probabile, mi lasciano calpestare il trifoglio insieme co’ miei cani, passare addosso a tutti, e torno indietro più annojato che mai.... Almeno, ditemi un poco, a Parigi v’è più facilità di battersi?

«Per cotesto, amico mio, gli è un gusto: non più editti, non guardie del ministro, non Jussac nè altri bracchi. Mio Dio! vedete, sotto un lampione, in una locanda, da per tutto, siate del Mazzarino, siate della Fronda, fuori la spada e basta. Il signor di Guise ha ucciso il signor di Coligny sulla Piazza Reale, e non è successo niente.

«Ah! va ottimamente, disse Porthos.

«E poi, tra poco, seguitò d’Artagnan, avremo battaglie ordinate, cannone, incendi; sarà una faccenda variata.

«Dunque mi ci decido.

«Mi date la vostra parola?