«Non l’avete forse guardata? è la più bella creaturina che sia al mondo: capelli biondi e lucidi, occhi azzurri, digià maliziosetti e languidi ad un tempo....
«Ma che ne dite di codesta fiamma?
«Io non dico niente; me la rido, e mi fo beffe di Raolo. Peraltro, quei primi bisogni del cuore sono sì imperiosi, questi sfoghi della malinconia amorosa ne’ giovanetti sono tanto dolci ed insieme amari, che spesso, mostrano tutti i caratteri della passione. Io mi ricordo che alla di lui età mi ero invaghito di una statua greca data dal buon Enrico IV a mio padre, ed ebbi ad impazzire quando mi fu detto che l’istoria di Pigmalione era soltanto una favola.
«È tutto effetto d’ozio; voi non date a Raolo occupazione bastante, ed esso cerca dal canto suo di occuparsi.
«Non v’è altro; e perciò penso ad allontanarlo di qua.
«E farete bene.
«Senza dubbio; ma sarà uno straziargli il cuore, ed egli ne soffrirà quanto per un vero amore. Da tre o quattro anni indietro, ed allora esso pure era bambino, si è preso diletto ad abbellire ed ammirare quell’idoletto, che un giorno poi finirebbe con adorare se rimanesse qui. I due fanciulli stanno insieme giornate intere a riflettere e discorrere su molte cose serie come veri amanti di venti anni. Insomma per un pezzo i parenti della piccola La Vallière ne ridevano, ma adesso credo che comincino a far cipiglio.
«Ragazzate! bensì Raolo ha d’uopo di distrarsi: levatelo di qui presto, o per Bacco! non ne farete mai un uomo.
«Ho idea, disse Athos, di mandarlo a Parigi.
«Ah!» fece il tenente de’ moschettieri.