E si drizzò subito, ugualmente che i suoi uomini, e si toccò come essi il cappello.
«Bene. Quattro uomini per prenderli e condurli sul momento al mio alloggio».
Si apparecchiarono i quattro richiesti.
«Che c’è? fece d’Artagnan con quell’aria beffarda che i nostri leggitori debbono aver in lui riscontrata molte volte dacchè lo conoscono, che c’è, di grazia?
«V’è, signor mio, rispose Mordaunt, che ordino a quattro soldati di pigliare i prigionieri da noi fatti stamani a menarli al mio alloggio.
«E perchè mo’? domandò d’Artagnan. Scusate la curiosità, ma capite che bramo essere schiarito su quest’oggetto.
«Perchè adesso i prigionieri sono miei, fece con alterigia Mordaunt, ed io ne dispongo a mio capriccio.
«Con permesso, mio giovane signorino, e’ mi pare che sbagliate; questi per solito sono di quelli che gli hanno presi, e non di coloro che sono stati a vederli prendere. Voi potevate prendere milord Winter, che per quanto si dice era vostro zio, ed avete preferito ucciderlo: va benone; il signor du Vallon ed io potevamo uccidere quei due gentiluomini, ed abbiamo preferito prenderli: ciascuno ha il suo gusto».
A Mordaunt diventarono bianche le labbra.
D’Artagnan capì che le cose non tarderebbero a guastarsi, e si mise a suonare sull’usciale la marcia delle guardie.