«Goeden dag, broer, rispose la donna.
«Eccovi tutta la faccenda; seguitò il tenente, questi è vostro fratello, che voi forse non conoscete, ma io sì; è venuto da Amsterdam. Voi nella mia assenza lo vestite; al mio ritorno, cioè fra un’ora, me lo presentate, e in grazia della vostra raccomandazione, benchè egli non sappia una parola di francese, pure nulla potendo io ricusarvi, lo prendo al mio servizio: capite?
«Cioè, indovino quel che desiderate.
«Siete una donna preziosa e rara, mia bella Maddalena, e mi fido a voi».
E d’Artagnan, fatto un cenno d’intelligenza a Planchet, uscì per trasferirsi a Nostra Signora.
VIII. Influenze diverse che può avere una mezza doppia sopra un bidello e sopra un piccolo cantore.
D’Artagnan prese dal Ponte Nuovo, rallegrandosi di aver ritrovato Planchet; giacchè per quanto sembrasse ch’ei facesse un favore al degno giovanotto, in realtà questi lo faceva a lui. Sicuramente, in quel momento nulla poteva giovargli di più che un lacchè capace ed accorto. È vero che secondo ogni probabilità Planchet non doveva rimanere lungo tempo addetto a d’Artagnan; ma riprendendo poi la sua posizione sociale nella contrada dei Lombardi, resterebbe sempre obbligato al tenente dei moschettieri, il quale, nascondendolo nella propria casa, gli aveva salvato la vita o poco meno; ed il tenente aveva caro di avere delle relazioni nel ceto dei borghesi, nella circostanza che questo si accingeva a muover guerra alla corte. Era un posseder delle intelligenze nel campo nemico, e, per un uomo scaltro come d’Artagnan, le piccole cose potevano condurre alle grandi.
In tale disposizione di mente adunque, e soddisfattissimo della casualità e di sè stesso, d’Artagnan giunse a Nostra Signora. Salì la gradinata, entrò in chiesa, e voltosi ad un sagrestano che scopava una cappella gli domandò se conosceva il signor Bazin.
«Il signor Bazin, il bidello? disse il sagrestano.
«Appunto.