«Innanzi! disse d’Artagnan, e forte di sprone!»

E tutti seguendo lui corsero ripigliando la stessa via fatta nel giorno, cioè dirigendosi in verso Scozia. Il borgo non aveva porta nè mura, e quindi essi ne uscirono senza difficoltà.

A distanza di cinquanta passi dall’ultima casa d’Artagnan si soffermò e disse agli altri:

«Alto!

«Come alto! esclamò Porthos, anzi di galoppo, volete dire.

«Niente affatto! Questa volta vorranno inseguirci; lasciamoli venir fuori dal borgo e correrci appresso sulla strada di Scozia, e quando gli avremo visti a passare volando, noi prenderemo il cammino opposto».

A breve spazio di là era un ruscello, e su questo un ponte; d’Artagnan menò il suo destriero sotto l’arco dei ponte, gli amici pure vi andarono seco.

Dopo dieci minuti appena che stavano colà udirono avvicinarsi di galoppo una turba d’uomini a cavallo. E indi a cinque minuti questa transitava di sopra alle loro teste, senza figurarsi che quelli di cui andava in cerca non erano da lei separati se non che dalla sola grossezza della vôlta del ponte.

LXVII. Londra.

Perduto che si fu in lontananza lo strepito del camminare dei destrieri, d’Artagnan tornò sulla riva del fiumicello, e si mise a battere la pianura, orizzontandosi quanto fosse possibile inverso Londra. I tre amici lo seguitarono in silenzio sino a che mediante un mezzo giro si fossero lasciata molto indietro la città.