«Che faceste? gli chiese Aramis.

«Ho preso a nolo una piccola filuca, stretta come una piroga, leggera come una rondine; questa ci attende a Greenwich di faccia all’isola dei Cani; ha un capitano e quattro marinaj, che mediante cinquanta lire sterline staranno a nostra disposizione per tre notti consecutive. Una volta che siamo a bordo col re, profittiamo della marea, scendiamo giù pel Tamigi, e in due ore siamo in alto mare. Allora, da veri pirati, rasentiamo le coste, ci rimpiattiamo verso le spiagge, o se il mare è libero volgiamo la prua sopra Boulogne. Se mai io restassi ucciso, sappiate che il padrone si chiama capitano Roger e la barca Il Lampo. Con questo avviso ritroverete questa e quello. Il segno di riconoscimento è un fazzoletto con quattro nodi uno per cantonata».

A capo a poco giunse pure d’Artagnan.

«Vuotatevi le tasche, esso disse, sino a concorrenza di cento lire sterline, perchè le mie (e le rivoltava) son vuote affatto».

In un minuto secondo fu messa a parte la somma. D’Artagnan uscì, e ritornò indi a un momento.

«Oh! disse, è finita.... uf! non senza fatica però!

«Il boja è partito da Londra? domandò Athos.

«Eh sì! in ciò non v’era sicurezza bastante; poteva uscire da una porta e rientrare dall’altra.

«E dov’è?

«In cantina.