«No, ma ora sapremo», disse d’Artagnan.
E mostrava Grimaud, che aggrappandosi alle punte del muro, era già in alto di cinque o sei piedi più su del suolo.
Tutti quattro si avvicinarono. Grimaud continuava a salire con l’agilità di un gatto; finalmente gli riuscì di afferrare uno di quei ganci che servono a tener ferme le imposte quando sono aperte; nello stesso tempo incontrò col piede uno scavo che gli sembrò gli presentasse un sufficiente punto d’appoggio, poichè accennò di essere arrivato alla meta. E allora mise l’occhio alla fessura dello sportello.
«Ebbene?» domandò d’Artagnan.
Grimaud mostrò la mano chiusa con due sole dita ritte.
«Parla, disse Athos, non si veggono i tuoi segni. Quanti sono?»
Grimaud fece uno sforzo inaudito, poichè rispose:
«Due: uno è dirimpetto a me, l’altro mi volge le spalle.
«Ottimamente. E qual è quello di faccia a te?
«L’uomo che ho visto passare.