Tornando ora a Montevideo, da cui ci allontanarono un poco Achille e Tersite, abbiam già detto, come il 3 febbraio 1843 non vi fosse denaro, nè viveri, nè depositi, nè materiali di guerra. In quel giorno il ministro della guerra chiedeva a quel delle finanze quali fossero le risorse onde organizzar la difesa, e ne avea per tutta risposta, potersi reggere a stento sino al ventesimo giorno.

— E quanto tempo resistettero gli Spagnuoli nel primo assedio? gli chiedeva di nuovo.

— Ventitrè mesi, rispose il ministro delle finanze, ed erano in migliore situazione di noi.

— Ebbene, noi terremo per ventiquattro, disse Pacheco y Obes; vergogna a noi, se ciò che fecero gli stranieri per la tirannide non lo potremo noi a difesa della libertà.

Montevideo resiste da ben sett'anni!

Egli è però vero che il primo decreto del ministro della guerra diceva:

— La patria è in pericolo! —

— Il sangue e l'oro dei cittadini appartiene alla patria. —

— Chi ricuserà alla patria il suo oro o il suo sangue, sarà punito di morte. —

Benchè le molli abitudini di Montevideo fossero d'inciampo a tali misure, e che gli individuali interessi levassero alta la voce, pure tutti i cittadini, niuno eccettuato, ebbero a contribuire col loro sangue e denaro. E primo il ministro della guerra ne fe' l'applicazione sulla propria famiglia. L'armata nemica era alle porte di Montevideo, e mancava tuttora una ambulanza ai futuri feriti delle battaglie future.