D'Artagnan la rialzò passandole un braccio intorno alla vita, ma siccome egli sentiva dal di lei peso che ella era sul punto di svenirsi, si affrettò a rassicurarla con proteste di attaccamento. Queste proteste non erano niente per la sig. Bonacieux, perchè simili proteste potevano ancora esser fatte colle più cattive intenzioni del mondo, ma la voce era il tutto. La giovane sposa credè riconoscere il suono di questa voce; ella riaprì gli occhi gettò uno sguardo sull'uomo che le aveva fatta una sì gran paura, e riconoscendo d'Artagnan, ella mandò un grido di gioia.

— Oh! siete voi, siete voi, diss'ella; grazie, mio Dio!

— Sì, sono io, disse d'Artagnan, io, che Dio ha inviato per vegliare su voi.

— Era con questa intenzione che mi seguivate? domandò con un sorriso pieno di civetteria la giovane il di cui carattere alquanto faceto riprendeva il disopra, e presso la quale erano scomparsi tutti i timori dal momento che avea riconosciuto un amico in quello che ella avea creduto un nemico.

— No, disse d'Artagnan; no, io lo confesso, non fu che il caso che mi pose sulla vostra strada; io ho veduto una donna battere alla finestra di uno dei miei amici....

— Di uno dei vostri amici? interruppe la signora Bonacieux.

— Senza dubbio, Aramis è uno dei miei migliori amici.

— Aramis? e chi è costui?

— Andiamo via! ora mi direte che voi non conoscete Aramis?

— Questa è la prima volta che sento pronunciare il suo nome.