— Voi dimenticate questo bel fazzoletto ricamato con lo stemma...

— Quale?

— Quello che ho ritrovato ai vostri piedi, e che ho rimesso nella vostra tasca.

— Tacete! tacete disgraziato! gridò la giovane; volete voi perdermi?

— Voi vedete bene che vi è dunque ancora qualche pericolo per voi, poichè una sola parola vi fa tremare, e che voi confessate che sareste perduta se si sentisse questa parola. Ah! sentite, signora, continuò d'Artagnan afferrandole la mano e cuoprendola con un ardente bacio, sentite, siate più generosa, confidatevi in me; non avete dunque letto che nei miei occhi non vi è che affezione, e nel mio cuore che simpatia?

— Sia pure, rispose la signora Bonacieux, così, domandatemi i miei secreti, che io ve li dirò; ma quelli degli altri è un'altra cosa.

— Sta bene, disse d'Artagnan gli scoprirò; poichè questi secreti possono avere un'influenza sulla vostra vita, bisogna che questi secreti diventino i miei.

— Guardatevene bene! gridò la giovane con una serietà, che fece rabbrividire d'Artagnan suo malgrado. Oh! non vi mischiate in niente di ciò che mi riguarda, non cercate di aiutarmi in ciò che io compio, e questo ve lo domando in nome dell'interesse che v'inspiro in nome del servizio, che mi avete reso, e che io non dimenticherò in tutta la mia vita. Credete bene piuttosto a ciò che io vi dico. Non vi occupate più di me, che io non esista più per voi, e questo sia, come se voi non mi aveste mai veduta.

— Aramis dovrà egli fare altrettanto che me, signora? disse d'Artagnan.

— Ecco già due o tre volte, che voi avete pronunciato questo nome, signore; eppure vi ho detto che io non lo conosco.