E con tutta la sveltezza delle sue gambe, di già alcun poco affaticate per le corse della giornata, d'Artagnan si diresse verso la strada del Colombaio.

Il sig. de Tréville non era nel suo palazzo; la sua compagnia era di guardia al Louvre; egli era al Louvre con la sua compagnia.

— Gli abbisognava di giungere fino al Sig. de Tréville; era necessario che fosse prevenuto di tutto ciò che accadeva. D'Artagnan risolvette di tentare l'entrata al Louvre. Il suo uniforme di guardia nella compagnia del sig. des Essarts gli doveva essere il suo passaporto. Discese dunque la strada dei Piccoli-Agostiniani e rimontò la riviera per passare il Ponte-nuovo. Per un momento aveva avuta l'idea di passare con la barca; ma giungendo alla riva del fiume, aveva macchinalmente introdotta la sua mano in saccoccia, e si era accorto di non aver di che pagare il passatore.

Mentre giungeva all'altezza della strada Guénégaud, vide sboccare dalla strada Delfino un gruppo composto di due persone il di cui andamento lo colpì. Le due persone che componevano il gruppo erano un uomo ed una donna.

La donna aveva la statura della sig. Bonacieux e l'uomo rassomigliava moltissimo al sig. Aramis.

Inoltre la donna aveva quel mantello nero che d'Artagnan vedeva ancora disegnarsi davanti alla finestra della strada Vaugirard, e sopra la porta della strada d'Arpa.

Di più, l'uomo portava l'uniforme dei moschettieri.

Il cappuccio della donna era calato avanti agli occhi, l'uomo teneva il suo fazzoletto avanti il viso; entrambi, questa doppia precauzione lo indicava, entrambi avevano dunque interesse a non essere conosciuti.

Essi presero il ponte; questa era la strada di d'Artagnan, e poichè d'Artagnan si portava al Louvre, li seguì.

D'Artagnan non aveva fatto venti passi che fu convinto che questa donna era la sig. Bonacieux e che quest'uomo era Aramis.