— Io! gridò Bonacieux, io ingannare Vostra Eccellenza?

— Vostra moglie andando nella strada Vaugirard e nella strada dell'Arpa non andava da dei mercanti di tele.

— E dove andava ella, giusto Dio?

— Ella andava dalla duchessa de Chevreuse, e dal duca de Buckingham.

— Sì, disse Bonacieux richiamando tutte le sue rimembranze, sì, è così, Vostra Eccellenza ha ragione. Io più di una volta ho detto a mia moglie, che era sorprendente, che dei mercanti di tela abitassero in simili abitazioni e in case che non avevano insegne. Ah! Eccellenza, continuò Bonacieux gettandosi ai piedi del ministro, ah! voi realmente siete il ministro, il gran ministro, l'uomo di genio che tutto il mondo riconosce.

Il ministro, per quanto fosse mediocre il trionfo che riportava sopra un essere così volgare, quanto lo era Bonacieux, non ne godè però meno un istante; quindi, quasi subito, come se gli si fosse presentato un nuovo pensiero allo spirito, un sorriso increspò il suo labbro, e stendendo la mano al merciaio:

— Rialzatevi, amico mio, gli disse, voi siete un bravo uomo.

— Il ministro mi ha toccata la mano! io ho toccata la mano del grand'uomo! gridò Bonacieux: il grande uomo mi ha chiamato suo amico.

— Sì, amico mio, sì, disse il ministro con quel tuono paterno, che qualche volta sapeva assumere, ma che non ingannava altri che le persone che non lo conoscevano; e siccome noi abbiamo sospettato su voi ingiustamente, ebbene! noi vi dobbiamo una indennizzazione. Prendete questo sacchetto di cento doppie, e perdonatemi.

— Che io vi perdoni, Eccellenza! disse Bonacieux, esitando a prendere il sacchetto, temendo senza dubbio che questo preteso regalo non fosse che uno scherzo. Ma voi siete padrone di farmi arrestare, di farmi torturare, di farmi impiccare. Voi siete il padrone di tutti, ed io non avrei avuto neppur una parola da opporre. Io perdonare, Eccellenza? su via, voi non ci pensavate nemmeno!