— Procurate di non farmi troppo aspettare, poichè vi prevengo che a mezzogiorno e un quarto sarò io che correrò dietro a voi, e nella corsa vi taglierò le orecchie.

— Buono disse d'Artagnan, vi sarò dieci minuti prima del mezzogiorno.

— E si rimise a correre come se il diavolo lo trasportasse, sperando di ritrovare ancora il suo sconosciuto, chè il suo passo tranquillo non doveva averlo condotto molto lontano.

Ma alla porta di strada Porthos parlava con un soldato di sentinella. Fra i due parlatori vi era precisamente lo spazio per un uomo. D'Artagnan credè che questo spazio gli fosse sufficiente, e si slanciò per passare come una freccia fra loro due. Ma d'Artagnan aveva fatto il suo conto senza il vento. Mentre stava per passare, il vento s'ingolfò nel lungo mantello di Porthos, e d'Artagnan venne a dare diritto nel mantello. Senza dubbio Porthos aveva delle ragioni per non abbandonare questa parte essenziale del suo vestito, perchè invece di lasciare andare il lembo che teneva, lo tirò a se, di modo che d'Artagnan, si avvolse nel velluto per un movimento di rotazione che si spiega per la resistenza dell'ostinato Porthos.

D'Artagnan, sentendo giurare il moschettiere, volle sortire per disotto al mantello che lo accecava, e cercò l'uscita fra le pieghe. Egli soprattutto temeva di avere lesa la freschezza della magnifica bandoliera che noi conosciamo; ma aprendo timidamente gli occhi, si ritrovò col naso appoggiato fra le due spalle di Porthos, cioè precisamente sulla bandoliera. Ahimè! come la maggior parte delle cose di questo mondo, che non hanno per esso che l'apparenza, la bandoliera era d'oro davanti, e di semplice pelle di bufalo per di dietro. Porthos da vero gaudente com'era, non potendo avere una intera bandoliera d'oro, ne aveva almeno la metà: si comprendeva allora la necessità del raffreddore, e l'urgenza del mantello.

— Cospetto! gridò Porthos, facendo tutti gli sforzi per sbarazzarsi di d'Artagnan che gli bulicava nel dorso voi siete dunque arrabbiato per gettarvi in tal modo sulle persone!

— Scusatemi, disse d'Artagnan ricomparendo sotto la spalla del gigante, ma io aveva fretta, io corro dietro un tale...

— È forse per caso, che voi vi dimenticate degli occhi quando correte? domandò Porthos.

— No, rispose d'Artagnan piccato, e mercè i miei occhi, io vedo eziandio quello che non vedono tutti gli altri.

Porthos, comprendesse o non comprendesse, fatto sta, che si lasciò trasportare dalla sua collera.