— Vostro fratello! gridò la sig. Bonacieux.

— Non vi è che voi che sappia questo segreto, figlia mia; se voi lo confidaste a chiunque siesi al mondo, io sarei perduta, forse anche voi.

— Oh! mio Dio!

— Ascoltate: ecco ciò che accade: mio fratello che veniva in mio soccorso per togliermi di qui a viva forza, se faceva d'uopo, ha incontrato l'emissario del ministro che veniva a cercarmi. Egli lo ha seguito. Giunto in un luogo della strada solitario e fuor di mano, ha impugnata la spada, e ha intimato al messaggiero di rimettergli i fogli che portava. Il messaggiero ha voluto difendersi, mio fratello lo ha ucciso.

— Oh! fece la sig. Bonacieux fremendo.

— Era il solo mezzo, pensateci. Allora mio fratello risolse di sostituire la furberia alla forza; ha preso i fogli, e si è presentato qui come lo stesso emissario del ministro, e, fra un'ora o due, verrà con una carrozza a prendermi per parte di Sua Eccellenza.

— Capisco, è vostro fratello che vi manderà questa carrozza.

— Precisamente: ma questo non è tutto, quella lettera che voi avete ricevuta e che credete che sia della sig. de Chevreuse...

— Ebbene?

— Essa è falsa.