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CONTINUAZIONE DEL CAPITOLO XLVIII.

Ma come lo abbiamo detto, Bazin non aveva, col suo felice ritorno, tolto che una parte della inquietudine che agitava i quattro amici. I giorni dell'aspettativa sono lunghi, e d'Artagnan soprattutto avrebbe scommesso che in quell'epoca i giorni avevano quarant'otto ore. Egli dimenticò la lentezza obbligata della navigazione, esagerò la potenza di milady, assegnava a questa donna che gli compariva come un demonio, degli ausiliari soprannaturali come lei: al più piccolo rumore egli s'immaginava che venivano ad arrestarlo, e che conducevano Planchet per confrontarlo con lui, e i suoi amici. Vi è di più, la sua confidenza, altra volta così grande pel degno Piccardo, diminuiva di giorno in giorno. Questa inquietudine era così forte che si comunicava a Porthos ed Aramis, e non vi era che Athos che rimaneva impassibile, come se nessun pericolo si agitasse intorno a lui, e che egli respirasse la sua atmosfera abituale.

Il sedicesimo giorno particolarmente, erano così manifesti questi segni di agitazione in d'Artagnan, e nei suoi due amici, ch'essi non potevano stare un momento nello stesso posto, ma erravano come ombre sulla via per la quale doveva giungere Planchet.

— Davvero, diceva Athos, voi non siete uomini, ma siete ragazzi: se una donna vi può fare una sì gran paura. Ebbene! di che si tratta? di essere imprigionati? e noi saremo da qualcuno tolti alla prigione; ne è stata cavata la signora Bonacieux? Di essere decapitati? ma tutti i giorni, nella trincea, noi andiamo allegramente ad esporci a molto peggio di ciò, mentre una palla può fracassarci una gamba, ed io sono persuaso che faccia maggiormente soffrire un chirurgo nel tagliare una gamba, di quello che il boia a tagliarci la testa. State dunque tranquilli; fra due, fra quattro, fra sei ore al più tardi Planchet sarà qui; egli ha promesso di esservi, ed io ho grandissima fede nelle promesse di Planchet, che ha la ciera di essere un bravo giovinetto.

— Ma s'egli non giunge? disse d'Artagnan.

— Ebbene! se egli non giunge, è segno che sarà stato ritardato sulla strada, ecco tutto. Può essere caduto da cavallo, può aver fatto una capriola per di sopra un ponte, può aver corso così forte da aver guadagnato un mal di petto. Eh! signori, pensiamo agli avvenimenti possibili. La vita è una gran corona di piccole miserie che il filosofo sgranella ridendo. Siate filosofi come me, signori, mettetevi a tavola e beviamo; niente fa comparire l'avvenire color di rosa, come l'osservarlo a traverso un bicchiere di chambertin.

— Va benissimo rispondeva d'Artagnan, ma io sono stanco di dover temere, bevendo fresco, che il vino non sorta dalla cantina di milady.