«Egli ordinava di remare a quella parte. Mi sentivo agitata: il mare ondoleggiante mi pareva aumentare la nostra distanza trascinando sempre più lungi la barchetta: il tremolìo dei raggi nell'acqua mi abbarbagliava.
« — Perchè non canti qualche cosa sulla mandola? Non ho mai ascoltato musica in mare; dicono che faccia tanto effetto.
« — Ora?
« — Si leva il vento di terra, diceva il marinaio più vecchio; che alziamo la vela, signore? si va più presto e meglio.
« — Come vuoi.
«In un momento hanno piantato il bastone e spiegata la vela: era fra me e Carlo.
«Volavamo: quindi ho cantato sopra un'aria di Schubert la mia barcarola favorita:
«Soffia il vento nella vela
«Ride il cielo e ride il mar...
«ma gittando l'ultimo trillo, il più acuto, ero a poca distanza dalla barca. Uno strano marinaio vestito di una camicietta bianca dentro un largo calzone egualmente bianco e rimboccato al ginocchio, con in testa un fazzoletto come il mio, stava curvo sui remi quasi aspettando un ordine. Era davvero una donna. Intorno alla barca nulla: dunque nulla? Quella mora era proprio della marchesa? non poteva appartenere a qualche capitano di vascello? frattanto vascelli non se ne vedevano. Avevo cantato quella barcarola per la mora e per Carlo — che sciocca!