«A questo paragone veramente originale la marchesa ha fatto una smorfia.
« — E voi non avete il vostro complimento?
« — Sì.
« — Come sono dunque bella?
« — Come io vorrei esserlo se voi non lo foste.
« — Ah! perdonate al mio orgoglio, signor avvocato, ma questa volta la moglie ha vinto il marito: accade spesso.
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«Mia cara signora,
«Poichè ieri sera non mi fu possibile venire allo stabilimento e debbo partire sull'atto, mi piglio la libertà di scrivervi: posso sperare che non vi sembri strano? Certo ci conosciamo da troppo poco perchè costumi così amichevoli corrano fra noi; ma se la simpatia è la prima apparenza e il primo fondamento dell'amicizia, permettendomeli, non faccio che esprimervi parte dei sentimenti che mi avete inspirato. Siccome non ho conosciuto che voi a Rimini, sono quasi tentata di credere voi pure non vi abbiate conosciuto che me. Il nostro incontro fu quasi romantico quanto la vostra bellezza. Vi ricordate la passeggiata sulla spiaggia al lume di luna? Quella sera mi pareste stupendamente bella; seppi che occupavate un gran posto nel mio cuore e che potrei difficilmente un giorno dimenticarvi. Eravate vestita di bianco, melanconica, meditabonda: la vostra mano appoggiandosi al mio braccio fremeva, i vostri occhi mi guardavano a quando a quando incantati mentre sulla bocca vi aleggiava un voluttuoso e triste sorriso. Perdonatemi, signora, l'audacia delle osservazioni e il cattivo gusto delle frasi; ma quel ricordo mi brucia così nel pensiero, che trattandolo, la passione mi turba e non so velarlo come vorrebbe forse la convenienza.
«Io parto, voi pure a giorni lascerete Rimini per la vostra villa: così almeno mi disse il signor avvocato. Volendo rivedervi mi converrà dunque cercarvi fra le belle colline felsinee, ed ecco una nuova attrattiva. Ma voi, signora, all'ombra di un vecchio albero o sotto una rustica capanna penserete mai a me? Vi tornerà mai la memoria alle poche sere sulla piattaforma, nelle quali abbiamo tanto parlato guardando il mare? Vorrei essere davvero vostra amica per godermi questa bella speranza e dirmi qualche ora del giorno o della notte: forse adesso la più bella fanciulla, perdonatemi ancora questo nome che non conviene al vostro stato di sposa ma va sì meravigliosamente alla vostra figura, la più bella fanciulla cui mi sia incontrata, s'intrattiene di me... Vi sono nell'amicizia consolazioni ineffabili, e questa n'è una: occupare la vostra anima delicata quanto il vostro viso, esservi intorno invisibile ed avvertita: sentire le vostre melanconie, comprendere le vostre passioni, essere la vostra confidente, colei alla quale si ricorre per non star sola, che è nella nostra vita, nell'aria che si respira, nei fiori che si colgono, nel giardino ove ci si perde, nel letto ove ci si adagia... Ecco un sogno di felicità; questo sogno mi assedia.