Al momento di partire da Modigliana, il più ricco possidente del paese, certo Papiani, l'unico che Don Giovanni avesse messo nella confidenza di quella perigliosa ospitalità, offerse timidamente a Garibaldi tutto il denaro della propria cassa. Questi gli strinse la mano e rifiutò cortese, ma austero.

L'altro insisteva; Don Giovanni, che sapeva il Generale senza un soldo e che non ne aveva neppure egli per imporglieli col diritto dell'amico, che gli salvava la vita, sorrideva.

Garibaldi mantenne il rifiuto.

Partirono in una notte cupa; sempre pei monti giunsero sopra la Badia di Susinanna, antico feudo del celebre Maghinardo.

Erano sfiniti. Don Giovanni vi conosceva un mulattiere, che abitava presso il mulino, e pensò di svegliarlo per chiedergli i muli. Nascose i due compagni in una fratta e avanzandosi sotto la casa lanciò un sasso alla finestra del mulattiere.

I monti neri nella notte, appena divisi dal fiume, parevano più sinistri in quella gola; l'acqua mormorava sotto il ponte con lamento continuo.

La finestra si aperse.

—Chi va là?

—Sono io, Don Giovanni di Modigliana.

—Oh! che c'è?