—Già, signori di città… ci vuole altro per i nostri monti. Lei, viene da Modigliana?

—Sì.

—Entri, sarà stanco, mi faccia l'onore… Ecco, veda; ho ancora in casa due fiaschi. Ma perchè mi ha spento il lume? scoppiò improvvisamente a dire.

—Via via, fa presto; non entro. Ho lasciato quei signori, vado a trovarli. Metti il basto al mulo e sali sulla strada: noi vi saremo.

Lo lasciò.

Dopo cinque minuti Pio Nono apparve sulla strada tenendo il mulo per la briglia: la bestia s'arrampicava con passo violento, si sentivano i suoi ferri battere contro i ciottoli.

—Ohè, piano! urlava Pio Nono, rattenendola per la catena.

La bestia era impetuosa, nera e piccola. Pio Nono ansava.

—Ecco! esclamò scorgendo il gruppo dei signori. È un mulo troppo vivo, e lo frenava con visibile sforzo, mentre colla voce sembrava incoraggiarlo, superbo di quella sua vivacità.

I tre parlamentarono; il capitano Leggero dovette inforcare il mulo.