Bice attese; l'altro, che aspettava una parola d'incoraggiamento, s'imbrogliò di nuovo.

—Sarete offesa; ne convengo, tutte le apparenze sono contro di me.

—Che importano le apparenze?

—Mi credete dunque ancora?

—Vi crederò, senza dubbio, giacchè volete dirmi qualche cosa, e non potreste avere l'intenzione d'ingannarmi.

Questa facilità di Bice rendeva anche più difficile la spiegazione. Evidentemente egli si attendeva ad un'altra accoglienza, a lamenti, ad accuse, che provandogli di essere ancora amato, gli avrebbero dato immediatamente una superiorità sopra di lei: invece la fredda bontà di Bice lo sconcertava. La sua vanità ne fu punta: involontariamente si atteggiò con più seduttrice eleganza sulla poltrona, passandosi la spada tra i piedi e la mano sinistra sui piccoli baffi.

—Io non voglio certo ingannarvi.

—A che scopo lo fareste? Una fanciulla come me, fuori della vita….

—Come fuori della vita? Quando ne siete uscita?

—Voi mi avete provato, che non vi sono mai entrata davvero.