Lo sai tu, santo imperator, qual mano

t'abbia raggiunto? Dalle cime fulgide

della tua gloria non volgesti il guardo

giù nella valle,

dove ferve del popolo la vita

intensa e oscura? Quel perenne fumo

di vulcano passandoti sul volto,

nera carezza,

l'anima vecchia e sul sepolcro curva

l'infinito a spiar dell'indomani