—Non lo so: tu hai dei danari adesso, ti fai dei vestiti.

—Quello lì,—rispose Tina con lieve sorriso,—è il primo, l'altro non era mio.

—Cosa importa? prendimi con te.

—Tu sogni. Betta; io non ho che un luogo dove andare.

—Prendimi.

—Non sta a me.

—Neanche tu mi vuoi bene.

E Betta, che a forza di raggomitolarsi era salita tutta sul cuscino, sedette drizzandosi colla testa sulla testa dell'altra, e la guardava nei grandi occhi melanconici; Tina era veramente ammalata, aveva le labbra scure, riarse, e una lucentezza vitrea nell'ombra delle occhiaie.

—Non mi toccare la testa; piuttosto se hai fame va nella cucina e tira il cassetto della tavola; vi sono rimaste tre o quattro frittelle dolci. Ti piace pure il fritto di crema!

Invece nessuna delle due parlò più.