— Ma aspetta almeno di fare il caffè.
— Quando sarà fatto tornerò — e disparve.
Egli rimase come un palo. Cominciava a perdere la testa. Se aveva compreso lo sdegno dell'Adelaide la prima sera, mezzo giustificato dalla mancia perduta e dalla sua vanità offesa di grande cameriera, non capiva l'ostinazione contro di lui, che alla fin fine non c'entrava nè punto nè poco. L'Adelaide lo sospettava dunque di qualche cos'altro? Era gelosa del suo entusiasmo per la Patti, entusiasmo sincero, che egli non aveva avuto mai per nessuna donna?
Finì di vestirsi ed entrò in cucina. Ella non tornava, allora convenne a lui di ritirare la cocoma, che schiumava sul fornello, ed attese inutilmente. Quindi con malizia di ragazzo pensò di tornare nella propria camera e di spiare l'Adelaide, quando verrebbe a prendere il caffè. Vi riuscì. Ella era seria.
— Ma che cos'hai contro di me? — conchiuse finalmente, non riuscendo a finire l'esordio.
— Io! nulla.
— Allora?
— Allora?
— Io non capisco più.
— Già gl'innamorati...