—Ma non basta: la sua rabbia è appunto in relazione alla impossibilità in cui l'hai messo di punirti...
—To', è vero! Ma può vendicarsi—aggiunsi.
—Perfettamente. Ma tu prendi dal «secrétaire» carta e busta e scrivi. Scrivi: detto io. No, quel foglio lì.—Guardai il foglio. Vi era impresso in azzurro, «Olympie».
Oh, Olimpia, dolce pingue nome! Tutto azzurro, tutto fresco come la grande acqua del mare.
—Su, andiamo, scrivi! Eri così «savio» poco fa.
Io scrissi: «Signor Professore, in un momento di vera aberrazione mentale ho osato formulare contro di lei un'accusa che tanto più mi tormenta di rimorso quanto più riconosco la sua dottrina e il suo sapere. Come posso rimediare se non facendo piena dichiarazione della mia colpa e supplicandola di volermi perdonare?»
—È tutta una bugia—dissi.
—E la bugia si trova dentro la vita o fuori della vita?—mi chiese l'adorabile Olimpia.
È vero: la menzogna è nella vita. E allora perchè soffrire per combattere quello che è nella vita, che è la vita?