—Cosa vuol reclamare?—domandò il Capo, con un certo fare un po' bonario, un po' canzonatorio all'aspetto bicromatico del signore.—Io piuttosto potrei reclamare contro di lei che è sceso dal treno in moto.
—La sua macchina mi ha rovinato!—esclamò il giovane con voce esasperata.
Il capo-stazione lo guardò: le sue labbra sorrisero, tutta la barba sorrise.
—Infatti—disse—è un pochino sudicio.
—E lo dice in questo tono?
—Pretende forse che mi metta a piangere?
—Pretendo che lei faccia il suo dovere. Intendo elevare formale reclamo contro la sua macchina, intendo domandare risarcimento del danno subìto... Esiste un articolo del regolamento ferroviario che vieta alle macchine di fare fumo...
—Infatti—disse il signor Capo—articolo decimo, paragrafo sesto delle Istruzioni pel servizio dei macchinisti e fuochisti: «i macchinisti devono astenersi da qualsiasi operazione che possa produrre fumo, o, comunque, riuscire molesta od incomoda ai viaggiatori, come...»
—Perfettamente, e allora perchè lei rifiuta di accogliere il mio reclamo?
—Perchè è stupido—disse il capo-stazione accendendo in tutta pace una sigaretta.