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E fu così che, per colpa di quella malaugurata pupa, dimenticata lì in tasca, Taliedo perdette l'occasione di guadagnare una bella somma facendo il monumento a Mister George Paddy, mercante defunto di petrolio, e anche—ciò che gli lasciò una grande amarezza, un vuoto strano—l'occasione di gustare quella salsa esotica di cui aveva gran desiderio.
VUOI SAPERE COME HO FATTO IL MILIONE?
Eravamo nel palco: io, Ballesio, l'universale Ballesio, il famoso Ballesio il cui nome è da per tutto, il cui ritratto onora persino le scatole dei cerini, la cui réclame splende, scintilla dalle quarte pagine dei giornali alle proiezioni luminose sui tetti; e con noi c'era il colonnello, personaggio assai decorativo, e infine la signora dell'immortale Ballesio.
La signora dell'immortale Ballesio sedeva al parapetto con la guardia d'onore del colonnello.
Io non conosco di preciso l'età della signora Ballesio, ma certamente fra i quaranta ed i cinquanta: però si può dire di lei «è ancora una bella donna». Ma il cav. Ballesio afferma invece che la sua signora è, tuttora, la più bella donna della città. Esagerazioni! Certo è che a teatro tutti gli occhi girano, e poi si fermano su di lei. Perchè? Perchè è la moglie dell'immortale Ballesio? Perchè osa esporre, contro la maldicenza, uno scollato autentico ed inaudito in un teatro di provincia? Perchè i due solitari che le adornano gli orecchi sono calcolati a lire diecimila l'uno?
Il cav. Ballesio mi disse piano: