— L'ha messa il direttore nuovo per fare economia. Andate di là, che la vedrete l'economia! Tappeti per terra, i fili della luce, i fili per parlare, i mobili rossi, verdi, bianchi. Ma chi paga il lusso sapete chi è? Il sangue dei poveri.

L'uomo ascoltava quelle parole come se venissero da un altro mondo.

*

Il signor direttore delle Opere Pie, il commendatore X*** aveva quella notte, come il solito, giocato la sua regolare partita a «bestia» sul tavolo verde del casino dei nobili, cioè dei galantuomini, come si diceva colà.

Egli era una savia, garbata, assennata, distinta persona; nemica degli abusi, amica del regolamento; e, dopo cena, amica della partita a «bestia». Ma, anche nel giuoco, era uomo molto ordinato. Quando aveva perso un marengo, smetteva. Quella sera aveva vinto cinque marenghi e perciò era rimasto. Il caffettiere del Circolo aveva fatto venire una cassa di vera birra tedesca, birra scura e birra chiara. Il commendatore aveva bevuto molta birra chiara, assicurando che essa era precisa, identica a quella che si può bere a Milano, a Monaco, a Vienna. Egli era stato a Milano ed anche a Vienna; ed anzi in quella città aveva imparato l'ordine ed i regolamenti.

Uscendo — erano le due dopo mezzanotte — la luna disegnava con un zig-zag netto, la linea dei comignoli e dei tetti a mezzo della vecchia strada deserta.

— È freschetto! — disse il commendatore ed infilò il pastrano di mezza stagione. Coll'amico, che lo accompagnava, parlò di molte cose piacevoli, della birra che si beve a Milano ed a Vienna, degli «shops» di terra che il caffettiere doveva far venire insieme alla birra, «perchè è un fatto — commentava con la blanda sua voce — che se tu bevi del vino in una tazza da caffè, o del «vermutte» in un bicchiere di vino, ti pare, io non so che cosa sia, che abbia un altro sapore». Poi parlò della «bestia», che è un bellissimo giuoco, ma ci vuole prudenza e metodo; poi della luna che era bellissima anche lei.

L'amico si staccò dal commendatore. Costui percorse un vicoletto stretto, dove non batteva la luna, e levò il chiavino di casa.

Un'ombra gli si levò di contro.