Come ebbe finito il racconto, il dottore disse:

— Lei però, facendo sgravare in casa la donna, ha fornito tutto il materiale della verosimiglianza....

Il dottore parlava con tranquilla parola; ma in Beatus l'eccitazione diveniva anormale.

— Io educatore, io maestro..., io fare queste cose.... — diceva. — Perchè lei capisce che se anche non fosse, io sono obbligato a essere uomo morale.

— Sì, ma ai tempi che corrono non ci si bada più. E poi se ne parlava la scorsa settimana; ora è cosa già passata.

— Come fare a smentire?...

— Lei non smentisce nulla; dopo tutto l'aver reso incinta una bella servotta non le fa disonore.

Ma fu a questa parola del dottore che Beatus si ricordò delle esclamazioni di scherno udite al caffè. Scolastica, la orrenda Scolastica! E Beatus vide l'orrendo grottesco cadere [pg!221] su di lui. E subito vide anche l'autore della calunnia: il suo segretario che egli aveva obbligato, quel giorno, a dichiararsi vile.

Beatus non parlò più.

Vedeva il bel segretario andare in giro e dire: «Signori, signorine, sapete? L'educatore, il moralista, l'uomo esemplare, ha ingravidato la serva. Questo è niente, e non meriterebbe di richiamare l'attenzione. Ma se volete vedere il coraggio mandrillinesco dell'illustre Beatus Renatus, andate a casa sua, e potrete ammirare la complice necessaria del misfatto.»