— Oh! — esclamò Beatus — anche per lei, signorina, non esisteva il vento, ma per i sensi del fiore, sì.

Seguiva con lo sguardo quei pappi come punti d'oro che fuggivano lievi per loro richiamo.

Anima, signorina — disse Beatus — vuol dire «vento»: un soffio di vento, ἄνεμος. Appunto vento occulto ai nostri sensi, ma forse esiste, come esiste un alito per questi fiori più sensibili di noi.

Ma gli occhi stupefatti della giovane donna lo persuasero — anche senza che il campanelluzzo funzionasse — che anche allora aveva parlato fuor di misura.

Troncò il discorso. Ma la donna lo vide trasfigurato di letizia come colui che crede aver trovato ciò che aveva perduto.

[pg!19] Di quella letizia approfittò la giovane donna per sollecitare la sua domanda.

Beatus la riguardò ancora, e il campanelluzzo gli disse: «Beatus, torna indietro! La signorina cerca uno stile, ma ha bisogno di un amante».

— Roma o Milano?

— Oh, signor Regio Ispettore — esclamò la giovane donna — Roma, Milano, il mio sogno!

— Ebbene venga con me all'albergo e ne parleremo meglio.