Sono sotto l'impressione di un raccapriccio umano; e mi pare inutile discutere. Mi guardo i piedi, le mani, guardo le vetrine eleganti, colme di cravatte, guanti, scarpe, calze di seta. Sotto il riverbero della luce elettrica sta tutta l'attrezzatura del vestire maschile e femminile. Ho un po' di schifo di appartenere alla razza umana. Razze giovani, razze vecchie; razze forti, razze deboli, filosofia di una specie, filosofia di un'altra specie... Ci credo poco.

Ma un'idea era persistente:

— Senta, Missiroli — gli chiesi —, non ha lei così, per capo, per una specie di intuizione sensitiva dell'epidermide, il terrore di un enorme peso sul collo? Il giogo teutonico?

Povero e caro Missiroli! Sì, questo lo sentiva anche lui e lo confessò con candidezza, diafana come le sue mani.

Passammo ad altro. È vero, come scrive Ivanoe Bonomi, che la Triplice è già un'alleanza cadaverica e che l'Italia non deve fare i sei mesi di lutto prima di passare a nuove nozze?

Per Missiroli la triplice alleanza sussiste ancora, ed adduce l'autorità di Bismark; ma forse un cadavere c'è...

Si parla dell'onorevole Bissolati, che fino a ieri era contro le «spese improduttive», ed ora fa gli esercizi militari a Roma. Ma il popolo può avere l'alta coscienza, la lealtà dell'on. Bissolati? Il popolo viene sotto le armi dalle officine, dai campi. Sente dagli ufficiali: «Italia, onore, dovere, disciplina, bandiera!» Sono le parole contro le quali essi hanno imparato di stare in guardia!

Andiamo a cena insieme.

Leggiamo una lettera di un famoso nazionalista. È fuori della grazia di Dio! Ieri voleva far la guerra alla Francia, oggi — almeno — all'Austria. Un po' troppo!

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