Legge: «Enormi mortai adoperati dai Tedeschi. Un deputato al Reichstag ha telegrafato al corrispondente della Frankfurter Zeitung di qui, che la presa di Liegi e la ragione della rapida caduta di Namur si deve all'entrata in azione di un mortaio del calibro di 420 mm., al quale nessun strato di cemento può resistere. L'esistenza di tale mortaio era un segreto noto a pochissimi in Germania. Anche la maggior parte degli ufficiali l'ignoravano. Adesso, come hanno preso Namur, prenderanno Epinal, Verdun, Parigi....
È atterrito.
— Sì, sono questi i grandi microbi, inventati dai Tedeschi.
La lampada si va spegnendo: Vado su e giù per la stanza: — Del resto, ragazzo mio, io sono più avanti negli anni dell'amico Serra: io ero bambino quando è cominciato il mio germanizzamento: dalla prima ginnasiale, grammatica latina tedesca, grammatica greca tedesca, ginnastica tedesca, bastone Jäger tedesco. Tuo padre però ha l'onore di non aver fatto carriera! I letterati italiani, quando vogliono scoprire la verità, ricorrono, fatti i debiti inchini, al tedesco Gasparry. Così i nostri socialisti, quando sono incerti sulla via della luce, vanno a consultare l'oracolo di Treviri. Nelle scuole tedesco! Anche nel liceo, tedesco! I cervelli degli uomini si sono vestiti alla tedesca come le gambe delle donne, alla francese. Milano? Troppo tedesco; Kaiserbier, Kaiserfleisch! Troppa tronfia paccotiglia architettonica alla tedesca! Perchè sto bene a Bellaria? Perchè qui si parla puro italiano! Una volta un personaggio autorevole, mi pare al tempo della guerra di Libia, credè opportuno sostituire all'ordine di «pacifismo!» l'ordine di «patriottismo!», ma lo disse in tedesco: Vaterland über alles! Sciocchezze! Del resto io non odio i tedeschi. Sono ammirabili! Quella è la loro forma mentis: ma le scimmie mi fanno disgusto. Dovevi sentire, ragazzo mio, il Carducci quando dalla bocca amara sprigionava i versi del Berchet: «Su nell'irto increscioso alemanno, su Lombardi, puntate la spada.» Perchè odiare? Nel mondo c'era posto per tutti, senza bisogno di farsi luogo col cannone!
Ma Carducci è un sorpassato! Dicono loro!
Supponi, figliuolo, domani un'egemonia teutonica. Essi diranno: «Internazionale! Macchè patria!» E tutti saranno contenti. Va a letto!
Perchè Solone giudicò beatissimo Tello Ateniese? Perchè visse con modeste sostanze, perchè i figli ed i nepoti morirono combattendo per la patria...
Un'idea mi tempesta nel cervello: Val la pena di dare la vita per la patria? Per sentire questa bella commemorazione: «Quei guerrafondai, quei bruti, che non conobbero la fratellanza universale!
* * *
Notte insonne. Apro la finestra che ancora è notte. Il carro dell'Orsa! Tutti hanno osservato di prima sera il carro dell'Orsa; e molti ridicendo: «Vaghe stelle dell'Orsa!» Ma chi le ha viste al mattino le vaghe stelle? Che strana sensazione vedere quelle mirabili stelle in altra zona del cielo da quella dove le lasciammo la sera, e tutto precipiti in giù, col timone fino a toccare il mare! Come hanno viaggiato nel cielo? — Sembrano più fiammeggianti le stelle, quando il cielo traspare per la nascente alba. V'è una stella crinita fra le stelle dell'Orsa. È la cometa della guerra? E il sole sorge sempre più in là, verso laggiù. Passa i tetti delle casette ad una ad una, passa le pioppe, e poi tornerà verso quassù. Vengono in mente le parole di Serra: tutto automatico, tutto ripetuto, tutto perpetuo! Il pensiero, ecco, la sola cosa libera, e vana: il pensiero, l'anima, cioè; e gli uomini l'hanno collocata presso Dio, fuori di questa materia automatica. In verità gli uomini avevano molto ingegno e concepirono l'idea di una vita migliore, anche senza la guerra. Ma e poi? Gli uomini non erano filosofi, non erano contemplatori di stelle: si sono annoiati, si annoierebbero, e perciò fanno la guerra. Le stelle! Non so qual lagrimoso consenso risorge in me, e come veri mi appaiono i versi irreali del Petrarca che andavano ripetendo l'altro giorno con Serra, quelli a Sennuccio del Bene: