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All'osteria, la sera, al lume della lampada acetilene, quattro «proletari» giocano tranquillamente a tresette.
— Adesso, con la guerra — dice l'oste — tutti hanno perso la testa. Si stava così bene prima....
(Già, si stava così bene prima: bere vino, partite a tresette, un po' di sciopero ogni tanto, e guerra ai signori).
— Abbasso le armi e viva la pace! — esclama uno, possibile richiamato. — I signori fanno adesso la loro guerra, ma verrà il giorno che noi faremo la nostra!
Cerco di dimostrare che anche i signori oggi non stanno bene. Leggo: Due banchieri di Bruxelles, ostaggi per il pagamento dei 200 milioni.
— Ci sta ben bene ai signori — dice un calzolaio senza degnare di voltarsi. — Busso e striscio... Noi siamo proletari!
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1 Settembre. Quella dolce e buona signora M*** è disperata. Suo figliuolo — lei è vedova ed ha quel figlio solo — vuol partire per la guerra. — Non mi è scappato due anni fa quando ci fu la guerra tra il Montenegro e la Turchia? Per fortuna me lo fermarono a Bari... Lo persuada lei; ha tanta soggezione di lei....
E stamane, alle otto e mezzo, mentre attendo il treno che porta i giornali, quel caro figliuolo mi è venuto incontro.