Jaurés scrive che ha ferma fiducia che la guerra non si farà. Ciò mi rimette un po'. I socialisti tedeschi sono una potenza, un impero nell'impero. No, la guerra non si farà. E poi è possibile che il Kaiser si voglia mettere in urto col suo popolo? Dei socialisti e sindacalisti francesi, poi, non ne parliamo. Vaillant, l'antico comunardo, ha dichiarato: «Votiamo dunque la proposta dello sciopero generale, per la salute dell'umanità, per la pace contro la guerra!»
Si deve trattare d'uno scherzo — diciamo pure — di cattivo genere, che il Kaiser fa all'Europa. «Via, piccola Europa, — dice il Kaiser — non tremare!» s'ode un gran rumore: l'Europa tira il respiro. È il Kaiser che ha rimessa la spada nel fodero. I figliuoli del Kaiser sono un po' bellicosi, ma ci penserà il babbo a metterli a posto. «Vi pare, ragazzi, che nel secolo ventesimo si possa fare la guerra sul serio?»
Oimè! Proprio lì, al Circolo Filologico, trovo le tracce della guerra! Un gruppo di giovani tedeschi, già miei scolari, mi salutano. Sono in abito estivo, lieve, con il colletto candido alla Robespierre. Dolci volti imberbi escono dai larghi colletti. Sono calmissimi: consultano l'orario delle Ferrovie.
Ci salutiamo. — E gli altri? — domando.
— Già partiti per la guerra! — (mi prende un tremito, dentro).
— E voi?
— Partiamo domani. — Mi mostrano i fogli di via del consolato germanico, del consolato austriaco: pochi sgorbi su di un modulo, eppure segnano la storia!
— Simplon, chiuso. Bisognerà passare per Verona, Ala. Oggi niente arrivati giornali. Neppure posta arrivata. — Così dicono e nulla più. Sembrano tutti presi da un'unica idea rettilinea.
— Anche questo qui Kriegsfreiwillinger, come si dite in italiano? Oh! «volontario» per la guerra — (Chi mi parla così è un caro giovane, impiegato qui, a Milano, in una Banca: aveva promesso di mandarmi in dono un bell'orologio a cucù della Selva Nera, quando fosse tornato al suo villaggio della Selva Nera. Indica, così dicendo, un suo compagno, un esile adolescente biondiccio, un fanciullo addirittura. L'adolescente sorride: nulla dice).
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