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10 Novembre. Milano.

Voi ci avete beneficati, o Germani!

Tsing-Tao, perla delle colonie tedesche, che costava tanto oro e doveva diffondere tanta Kultur in Oriente, è, infine, caduta sotto l'assalto ed i mortai dei Giapponesi, che gridano, «Banzai!» ed hanno il vessillo col sole nascente.

I giornali tedeschi sono pieni di parole terribili. «Onta a te, o Inghilterra, che hai spinto il Giappone contro la Germania, e guai a te, o Giappone!» Già, perchè, dopo questa guerra, è molto probabile che cominci la guerra delle razze. Quando? Non si sa: ma comincerà. Le razze sono cinque; ma per fortuna non c'è che la razza gialla dei Giapponesi e Cinesi che tenga colpo: «il pericolo giallo», come disse il Kaiser. E dopo? dopo la guerra delle razze? Mi dimenticavo la guerra di classe, per la quale mai — come dicono i pontefici ed i leviti del dio Marx — mai si deve chiudere il tempio di Giano.

La concepite voi la grande scienza moderna della vita, la sociologia, combinata con la scienza della morte, la guerra? A prima vista pare un assurdo. Ma niente affatto! E nascere per morire non è un assurdo? Nascere per servire Iddio e goderlo nell'altro mondo è bambinesco, ma per lo meno ci dà una ragione.

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Oh, come sono furenti i Tedeschi contro l'Inghilterra e contro quelli che scrivono poco bene della Germania! E, viceversa, come sono riconoscenti, gentili verso quelli che si mostrano appena un po' benevoli verso di loro! Bisogna leggere gli scritti, gli opuscoli, scritti in italiano, con cui i Germani innondano il nostro mondo commerciale ed universitario, il quale a vero dire, non ha bisogno di essere troppo convinto, in quanto che l'alta cultura italiana è quasi tutta tedesca, come la bassa cultura italiana è quasi tutta francese.

Essi ci vogliono ammaestrare, convincere, persuadere

— Ma come — dirà qualcuno —, prendono il mondo a cannonate...